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IL REGNO DELLE GRANDI MARCHE A PREZZI DA FAVOLA!

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Mi conosci mascherina?

maschera 300x300 Mi conosci mascherina?

“Maschera: finto volto fatto di vario materiale, generalmente provvisto di fori per gli occhi e per la bocca, portato per alterare i lineamenti o per non farsi riconoscere. Utilizzata per motivi rituali, teatrali, giocosi (…) Etimologia incerta e discussa, potrebbe essere dal tardo latino masca/strega” (Dizionario etimologico della lingua italiana – Cortellazzo/Zolli – Zanichelli Ed).

Quest’anno l’8 marzo coincide con il carnevale, mi sembra una coincidenza fortuita, soprattutto per noi principesse che abbiamo scelto questa maschera e non ce la siamo più tolta. Ancora oggi le bambine aspirano alla nostra dimensione, ci scelgono come maschere e come proiezione del loro futuro senza immaginare i risvolti sconosciuti della favola.

Care bambine indossate la nostra maschera, ma provate anche le altre, provatele tutte, fino alla piena consapevolezza che non potrete nascondervi in eterno dietro nessuna e che indossarle è solo un gioco, non un impegno.

Qualche volta vi sentirete protette dietro l’immagine che vi sarete costruite, ma non lasciate che vi ingannino le aspettative degli altri, sono maschere difficili da togliere.

Non complicatevi la vita più del dovuto, non affrontate il mondo senza protezione, senza quella giusta dose di finzione e di gioco. La cosa importante è sapere che si sta giocando con sé e con gli altri.

C’è sempre un luogo, un amico, un’amica, un amore di fronte al quale togliersi la maschera e respirare.

Cenerentola

Cenerentola su FB

Illustrazione di Manuel Rebollo

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“Hermann”…la nuova creatura di Paolo Benvegnù.

benvegnu Hermann...la nuova creatura di Paolo Benvegnù.

Febbraio, mese proficuo per la musica italiana! Da quasi 10 giorni è uscita la nuova creatura musicale di Paolo Benvegnù: “Hermann”. Questo nuovo disco riprende lo spirito della narrazione mitologica fatta di storie ed intrecci, diventando, per ammissione dello stesso autore, un tentativo di dare risposte ad un momento storico collettivo in cui non ce la stiamo passando poi un granché bene.

Il cantautore fa così di Hermann un cercatore, che intraprende un’esplorazione difficile, percorrendo un Grand Tour di numerose tappe a ritroso nel tempo in cui si incontrano avidi conquistatori, poeti trafitti, figure bibliche e mistici. snodandosi sul tema dell’uomo – della sua storia, la sua evoluzione (o involuzione?) – intorno a cui si muove un mondo fatto di immagini, di intuizioni letterarie, di fantasia concreta come nessuna realtà.

Come un film, mai girato.

Monica.

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Essenze definite “anti-profumi”

15 07 2010 cdg play large4 300x300 Essenze definite anti profumi

Fondata a Tokyo da Rei Kawakubo nel 1969, e stabilitasi come azienda nel 1973, Comme des Garçons diventa un marchio moda femminile di successo nel corso degli anni settanta, affiancando alla propria produzione anche abbigliamento maschile nel 1978. Nel 1981 le collezioni Comme des Garçons debuttano a Parigi, attirando grande attenzione dei media e distinguendosi per l’essere monocromatico ed asimmetrico. Inoltre, nel corso degli anni, Comme des Garçons ha collaborato con diverse importanti aziende di abbigliamento per la realizzazione di collezioni esclusive. Si ricordano Levi’s, Lacoste, Fred Perry, The North Face, Nike, Inc., Moncler e più recentemente H&M. Comme des Garçons produce anche una linea di profumi, che nello spirito del’ azienda si presentano in maniera del tutto non convenzionale. Il primo profumo, Comme Des Garçons, è stato immesso su mercato nel 1994. Nel 1998 è stato lanciato Odeur 53, definito dalla stessa azienda come “anti profumo”. Pochi marchi hanno la capacità di rendersi costantemente fast fashion, pochi riescono ad andare fuori controllo senza perdere il controllo del tutto, così come riesce il celebre  marchio giapponese che nel 2009 ha festeggiato i 40 anni di vita. Le sue fragranze hanno qualcosa di magico…sorprendentemente speziate, esotiche…componenti sotterranee sexy e muschiate .

comme des garcons synthetics series 62 Essenze definite anti profumi

man e tea1 Essenze definite anti profumi

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Lady Gaga in versione condom!

lady gaga Lady Gaga in versione condom!

Per partecipare alla trasmissione “Good Morning America” e parlare di sesso sicuro Lady Gaga non poteva non scegliere come sempre un look estremo: questa volta ha deciso infatti di vestirsi da preservativo, senza tralasciare i dettagli, come ad esempio delle strane protesi in faccia.Come ogni cosa che fa, la fa a modo suo!!!

La cantante ha invitato i giovani a parlare con i genitori e con gli amici del problema dell’HIV e della protezione.
“Voglio che la gente insegni la prevenzione a casa propria, voglio che parlino ai loro figli già in giovane età del problema dell’HIV e del sesso sicuro”, ha spiegato, “Mia madre mi parlò del sesso quando ero piccola e mi ha sempre insegnato ad essere prudente e sicura – l’ho anche raccontato nella mia nuova canzone ‘Born This Way’”.

Monica.

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Roberto Vecchioni: “Chiamami ancora amore”…la vittoria d’autore a Sanremo!

vecchioni vincitore sanremo20111 Roberto Vecchioni: Chiamami ancora amore...la vittoria dautore a Sanremo!

Forse Gianni Morandi non potrà vantarsi troppo della sua performance sul palco dell’Ariston, dopo ben 38 anni, il suo amico di lunga data Roberto Vecchioni.

E il prof-cantautore con il brano “Chiamami ancora amore”, ha vinto, interrompendo il “fenomeno Amici”, che negli ultimi 2 anni aveva imposto come vincitori del festival proprio due “figli” del suddetto talent show. Inoltre Vecchioni, non pago di ciò, si è aggiudicato anche il premio della critica “Mia Martini” e la golden share della sala stampa.

E nella notte festivaliera, dopo essere stato portato in braccio sul palco, ha raccontato tutta la sua emozione: “Ho unito la musica popolare e quella d’autore: dedico questa vittoria a un grande popolo che amo da morire e alle donne, che tante volte sono meglio degli uomini”.  Giorni prima aveva anche specificato: “È una canzone trasversale e ci tengo a dire che non voglio che venga data alcuna coloritura politica . Parla delle cose che io amo, la gente che lavora, i giovani, i soldati che vanno a morire lontano da casa senza una vera ragione. È dedicato ai ragazzi, alle loro speranze troppo spesso disilluse. Sono contento che siano tornati a protestare, a farsi sentire”.

Vecchioni ha catturato, emozionato e convinto il “popolo del televoto”; neanche la gaffe fatta da Sebastian Marcolin della divisione Digital Extension Executive di Rai Trade, che senza pensarci due volte ha affermato :“Secondo il televoto è in testa Vecchioni”, ha danneggiato la gara o Vecchioni stesso, come invece aveva previsto, furioso, il direttore artistico Gianmarco Mazzi.

Una vittoria d’autore che non lascia spazio ai dubbi!

Monica.

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Graphic Design Worlds alla Triennale.

GraphicDesignTriennale 6401 Graphic Design Worlds alla Triennale.

Triennale Design Museum presenta Graphic Design Worlds, una mostra di grandezza mondiale dedicata al graphic design internazionale, a cura di Giorgio Camuffo.

La mostra si propone di portare avanti un percorso di ricerca, analisi e valorizzazione del design contemporaneo, iniziato nel 2007 con The New Italian Design, ricognizione sulla nuova e giovane creatività italiana, allargando il proprio sguardo al panorama internazionale e ai suoi rapporti con quello italiano.

Graphic Design Worlds intende proporre non tanto una mostra “di” grafica, ma “sul” graphic design, sulle diverse interpretazioni possibili, sui molteplici percorsi che conducono al graphic design e che da questo si dipartono verso il mondo.

designworld Graphic Design Worlds alla Triennale.

La Triennale di Milano ha invitato più di 30 nomi internazionali a curare mostre mini del proprio lavoro. Ideati dai designer stessi, gli allestimenti e le installazioni saranno dispiegati attraverso i circa 1.500 mq della Galleria dell’Architettura della Triennale

Saranno presenti in mostra: Åbäke, Brave New Alps, Anthony Burrill, Nazareno Crea, De Designpolitie, Dexter Sinister, Julia, Elliott Earls, Daniel Eatock, Experimental Jetset, FF3300, Fuel, Tommaso Garner, Mieke Gerritzen, Invernomuto, Christophe Jacquet (Toffe), KesselsKramer, Kasia Korczak, Zak Kyes, Harmen Liemburg, Lupo&Burtscher / Lungomare, Geoff McFetridge, Metahaven, Joseph Miceli, M/M (Paris), Na Kim, Norm, Radim Pesko, Mathias Schweizer, Studio Temp, Tankboys, Thonik, Francesco Valtolina.

In mostra saranno inoltre presenti interventi del critico Max Bruinsma e della storica Emily King, in collaborazione rispettivamente con Thonik e M/M (Paris).

La mostra è accompagnata dalla pubblicazione del volume Graphic Design Worlds/Words (Electa), che darà spazio alle parole, offrendo riflessioni e spunti sia attraverso la voce dei designer invitati sia con il contributo di studiosi e critici del graphic design e della comunicazione visiva.

Per maggiori info www.triennale.org

Graphic Design Worlds / 26 Gennaio – 27 Marzo 2011

Inaugurazione martedì 25 gennaio, ore 19.00
Triennale di Milano, Viale Alemagna 6
Orario: 10.30 – 20.30, chiuso il lunedì – Giovedì e venerdì 10.30 – 23.00

Ingresso: 8 € – 6.5 € – 5.5 €

Monica.

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“Eden”…il paradiso dei Subsonica!

eden subsonica copia Eden...il paradiso dei Subsonica!

« Eden è allo stesso tempo il nome di una sala danze e il simbolo di un paradiso interiore, che si raggiunge solo credendo in se stessi e nella forza delle proprie promesse. »

Così Samuel Umberto Romano, frontman dei Subsonica ha descritto il nuovo disco ”Eden”. Passando al resto della formazione, il chitarrista Max Casacci parlando nello specifico del brano Eden, l’ha definito come il pezzo che rappresenta la maturità del gruppo, sia dal punto di vista del testo che della musica; il tastierista Boosta ha invece parlato del brano definendolo il loro lavoro più spontaneo, raccontando come la realizzazione della canzone sia avvenuta “quasi di getto”.

L’uscita del nuovo disco è prevista per l’8 marzo ma già i Subsonica stanno lanciando pezzi e notizie a “getto continuo”. Giovedì scorso hanno presentato il videoclip di “Istrice” (regia di Cosimo Alemà), e poco dopo hanno lanciato anche il singolo “Il Diluvio”. Oggi presentano il singolo “Prodotto Interno Lurido”.



Il testo di “Prodotto Interno lurido” dal sito dei Subsonica:

Ora il bosco è buio che cosa fai?

hai cercato i lupi ma cosa fai
ora che si allungano su di noi
le ombre cinesi

Mentre accendi il mutuo all’oscurità
I piani tariffari all’ eternità
le lotterie e i sorrisi d’immunità
sono ombre cinesi

Libera la testa subito dal prodotto interno lurido
libera la testa subito dal prodotto interno lurido lurido
libera la testa subito dal prodotto interno lurido

Libera l’Italia subito dal prodotto interno lurido lurido

Hai giocato facile fino a qua
dentro un paradiso gonfiabile
di ombre cinesi

Libera la testa subito dal prodotto interno lurido
libera la testa subito dal prodotto interno lurido lurido

Libera l’Italia subito dal prodotto interno lurido
libera l’Italia subito dal prodotto interno lurido lurido

Monica.

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“…il vostro tempo è limitato, perciò non sprecatelo vivendo la vita di qualcun’altro. Non rimanete intrappolati nei dogmi, che vi porteranno a vivere secondo il pensiero di altre persone. Non lasciate che il rumore delle opinioni altrui zittisca la vostra voce interiore…”

steve jobs1 ...il vostro tempo è limitato, perciò non sprecatelo vivendo la vita di qualcun’altro. Non rimanete intrappolati nei dogmi, che vi porteranno a vivere secondo il pensiero di altre persone. Non lasciate che il rumore delle opinioni altrui zittisca la vostra voce interiore...

Steve Jobs alla Stanford University  (2005)

“Sono onorato di essere qui con voi oggi, nel giorno della vostra laurea presso una delle migliori università del mondo. Io non mi sono mai laureato. A dir la verità, questa è l’occasione in cui mi sono di più avvicinato ad un conferimento di titolo accademico. Oggi voglio raccontarvi tre episodi della mia vita. Tutto qui, nulla di speciale. Solo tre storie.
La prima storia parla di “unire i puntini”.
Ho abbandonato gli studi al Reed College dopo sei mesi, ma vi sono rimasto come imbucato per altri diciotto mesi, prima di lasciarlo definitivamente. Allora perchè ho smesso?
Tutto è cominciato prima che io nascessi. La mia madre biologica era laureanda ma ragazza-madre, decise perciò di darmi in adozione. Desiderava ardentemente che io fossi adottato da laureati, così tutto fu approntato affinché ciò avvenisse alla mia nascita da parte di un avvocato e di sua moglie. All’ultimo minuto, appena nato, questi ultimi decisero che avrebbero preferito una femminuccia. Così quelli che poi sarebbero diventati i miei “veri” genitori, che allora si trovavano in una lista d’attesa per l’adozione, furono chiamati nel bel mezzo della notte e venne chiesto loro: “Abbiamo un bimbo, un maschietto, ‘non previsto’; volete adottarlo?”. Risposero: “Certamente”. La mia madre biologica venne a sapere successivamente che mia mamma non aveva mai ottenuto la laurea e che mio padre non si era mai diplomato: per questo si rifiutò di firmare i documenti definitivi per l’adozione. Tornò sulla sua decisione solo qualche mese dopo, quando i miei genitori adottivi le promisero che un giorno sarei andato all’università.
Infine, diciassette anni dopo ci andai. Ingenuamente scelsi un’università che era costosa quanto Stanford, così tutti i risparmi dei miei genitori sarebbero stati spesi per la mia istruzione accademica. Dopo sei mesi, non riuscivo a comprenderne il valore: non avevo idea di cosa avrei fatto nella mia vita e non avevo idea di come l’università mi avrebbe aiutato a scoprirlo. Inoltre, come ho detto, stavo spendendo i soldi che i miei genitori avevano risparmiato per tutta la vita, così decisi di abbandonare, avendo fiducia che tutto sarebbe andato bene lo stesso. OK, ero piuttosto terrorizzato all’epoca, ma guardandomi indietro credo sia stata una delle migliori decisioni che abbia mai preso. Nell’istante in cui abbandonai potei smettere di assistere alle lezioni obbligatorie e cominciai a seguire quelle che mi sembravano interessanti.
Non era tutto così romantico al tempo. Non avevo una stanza nel dormitorio, perciò dormivo sul pavimento delle camere dei miei amici; portavo indietro i vuoti delle bottiglie di coca-cola per raccogliere quei cinque cent di deposito che mi avrebbero permesso di comprarmi da mangiare; ogni domenica camminavo per sette miglia attraverso la città per avere l’unico pasto decente nella settimana presso il tempio Hare Krishna. Ma mi piaceva. Gran parte delle cose che trovai sulla mia strada per caso o grazie all’intuizione in quel periodo si sono rivelate inestimabili più avanti. Lasciate che vi faccia un esempio:
il Reed College a quel tempo offriva probabilmente i migliori corsi di calligrafia del paese. Nel campus ogni poster, ogni etichetta su ogni cassetto, erano scritti in splendida calligrafia. Siccome avevo abbandonato i miei studi ‘ufficiali’e pertanto non dovevo seguire le classi da piano studi, decisi di seguire un corso di calligrafia per imparare come riprodurre quanto di bello visto là attorno. Ho imparato dei caratteri serif e sans serif, a come variare la spaziatura tra differenti combinazioni di lettere, e che cosa rende la migliore tipografia così grande. Era bellissimo, antico e così artisticamente delicato che la scienza non avrebbe potuto ‘catturarlo’, e trovavo ciò affascinante.11 ...il vostro tempo è limitato, perciò non sprecatelo vivendo la vita di qualcun’altro. Non rimanete intrappolati nei dogmi, che vi porteranno a vivere secondo il pensiero di altre persone. Non lasciate che il rumore delle opinioni altrui zittisca la vostra voce interiore...Nulla di tutto questo sembrava avere speranza di applicazione pratica nella mia vita, ma dieci anni dopo, quando stavamo progettando il primo computer Machintosh, mi tornò utile. Progettammo così il Mac: era il primo computer dalla bella tipografia. Se non avessi abbandonato gli studi, il Mac non avrebbe avuto multipli caratteri e font spazialmente proporzionate. E se Windows non avesse copiato il Mac, nessun personal computer ora le avrebbe. Se non avessi abbandonato, se non fossi incappato in quel corso di calligrafia, i computer oggi non avrebbero quella splendida tipografia che ora possiedono. Certamente non era possibile all’epoca ‘unire i puntini’e avere un quadro di cosa sarebbe successo, ma tutto diventò molto chiaro guardandosi alle spalle dieci anni dopo.
Vi ripeto, non potete sperare di unire i puntini guardando avanti, potete farlo solo guardandovi alle spalle: dovete quindi avere fiducia che, nel futuro, i puntini che ora vi paiono senza senso possano in qualche modo unirsi nel futuro. Dovete credere in qualcosa: il vostro ombelico, il vostro karma, la vostra vita, il vostro destino, chiamatelo come volete… questo approccio non mi ha mai lasciato a terra, e ha fatto la differenza nella mia vita.
La mia seconda storia parla di amore e di perdita.
Fui molto fortunato – ho trovato cosa mi piacesse fare nella vita piuttosto in fretta. Io e Woz fondammo la Apple nel garage dei miei genitori quando avevo appena vent’anni. Abbiamo lavorato duro, e in dieci anni Apple è cresciuta da noi due soli in un garage sino ad una compagnia da due miliardi di dollari con oltre quattromila dipendenti. Avevamo appena rilasciato la nostra migliore creazione – il Macintosh – un anno prima, e avevo appena compiuto trent’anni… quando venni licenziato. Come può una persona essere licenziata da una Società che ha fondato? Beh, quando Apple si sviluppò assumemmo una persona – che pensavamo fosse di grande talento – per dirigere la compagnia con me, e per il primo anno le cose andarono bene. In seguito però le nostre visioni sul futuro cominciarono a divergere finché non ci scontrammo. Quando successe, il nostro Consiglio di Amministrazione si schierò con lui. Così a trent’anni ero a spasso. E in maniera plateale. Ciò che aveva focalizzato la mia intera vita adulta non c’era più, e tutto questo fu devastante.
Non avevo la benché minima idea di cosa avrei fatto, per qualche mese. Sentivo di aver tradito la precedente generazione di imprenditori, che avevo lasciato cadere il testimone che mi era stato passato. Mi incontrai con David Packard e Bob Noyce e provai a scusarmi per aver mandato all’aria tutto così malamente: era stato un vero fallimento pubblico, e arrivai addirittura a pensare di andarmene dalla Silicon Valley. Ma qualcosa cominciò a farsi strada dentro me: amavo ancora quello che avevo fatto, e ciò che era successo alla Apple non aveva cambiato questo di un nulla. Ero stato rifiutato, ma ero ancora innamorato. Così decisi di ricominciare.
Non potevo accorgermene allora, ma venne fuori che essere licenziato dalla Apple era la cosa migliore che mi sarebbe potuta capitare. La pesantezza del successo fu sostituita dalla soavità di essere di nuovo un iniziatore, mi rese libero di entrare in uno dei periodi più creativi della mia vita.
Nei cinque anni successivi fondai una Società chiamata NeXT, un’altra chiamata Pixar, e mi innamorai di una splendida ragazza che sarebbe diventata mia moglie. La Pixar produsse il primo film di animazione interamente creato al computer, Toy Story, ed è ora lo studio di animazione di maggior successo nel mondo. In una mirabile successione di accadimenti, Apple comprò NeXT, ritornai in Apple e la tecnologia che sviluppammo alla NeXT è nel cuore dell’attuale rinascimento di Apple. E io e Laurene abbiamo una splendida famiglia insieme.
Sono abbastanza sicuro che niente di tutto questo mi sarebbe accaduto se non fossi stato licenziato dalla Apple. Fu una medicina con un saporaccio, ma presumo che ‘il paziente’ne avesse bisogno. Ogni tanto la vita vi colpisce sulla testa con un mattone. Non perdete la fiducia, però. Sono convinto che l’unica cosa che mi ha aiutato ad andare avanti sia stato l’amore per ciò che facevo. Dovete trovare le vostre passioni, e questo è vero tanto per il/la vostro/a findanzato/a che per il vostro lavoro. Il vostro lavoro occuperà una parte rilevante delle vostre vite, e l’unico modo per esserne davvero soddisfatti sarà fare un gran bel lavoro. E l’unico modo di fare un gran bel lavoro è amare quello che fate. Se non avete ancora trovato ciò che fa per voi, continuate a cercare, non fermatevi, come capita per le faccende di cuore, saprete di averlo trovato non appena ce l’avrete davanti. E, come le grandi storie d’amore, diventerà sempre meglio col passare degli anni. Quindi continuate a cercare finché non lo trovate. Non accontentatevi.
La mia terza storia parla della morte.
Quando avevo diciassette anni, ho letto una citazione che recitava: “Se vivi ogni giorno come se fosse l’ultimo, uno di questi c’avrai azzeccato”. Mi fece una gran impressione, e da quel momento, per i successivi trentatrè anni, mi sono guardato allo specchio ogni giorno e mi sono chiesto: “Se oggi fosse l’ultimo giorno della mia vita, vorrei fare quello che sto per fare oggi?”. E ogni volta che la risposta era “No” per troppi giorni consecutivi, sapevo di dover cambiare qualcosa.
Ricordare che sarei morto presto è stato lo strumento più utile che abbia mai trovato per aiutarmi nel fare le scelte importanti nella vita. Perché quasi tutto – tutte le aspettative esteriori, l’orgoglio, la paura e l’imbarazzo per il fallimento – sono cose che scivolano via di fronte alla morte, lasciando solamente ciò che è davvero importante. Ricordarvi che state per morire è il miglior modo per evitare la trappola rappresentata dalla convinzione che abbiate qualcosa da perdere. Siete già nudi. Non c’è ragione perché non seguiate il vostro cuore.
Un anno fa mi è stato diagnosticato un cancro. Effettuai una scansione alle sette e trenta del mattino, e mostrava chiaramente un tumore nel mio pancreas. Fino ad allora non sapevo nemmeno cosa fosse un pancreas. I dottori mi dissero che con ogni probabilità era un tipo di cancro incurabile, e avevo un’aspettativa di vita non superiore ai tre-sei mesi. Il mio dottore mi consigliò di tornare a casa ‘a sistemare i miei affari’, che è un modo per i medici di dirti di prepararti a morire. Significa che devi cercare di dire ai tuoi figli tutto quello che avresti potuto nei successivi dieci anni in pochi mesi. Significa che devi fare in modo che tutto sia a posto, così da rendere la cosa più semplice per la tua famiglia. Significa che devi pronunciare i tuoi ‘addio’.
Ho vissuto con quella spada di Damocle per tutto il giorno. In seguito quella sera ho fatto una biopsia, dove mi infilarono una sonda nella gola, attraverso il mio stomaco fin dentro l’intestino, inserirono una sonda nel pancreas e prelevarono alcune cellule del tumore. Ero in anestesia totale, ma mia moglie, che era lì, mi disse che quando videro le cellule al microscopio, i dottori cominciarono a gridare perché venne fuori che si trattava una forma molto rara di cancro curabile attraverso la chirurgia. Così mi sono operato e ora sto bene.
Questa è stata la volta in cui mi sono trovato più vicino alla morte, e spero lo sia per molti decenni ancora. Essendoci passato, posso dirvi ora qualcosa con maggiore certezza rispetto a quando la morte per me era solo un puro concetto intellettuale:
Nessuno vuole morire. Anche le persone che desiderano andare in paradiso non vogliono morire per andarci. E nonostante tutto la morte rappresenta l’unica destinazione che noi tutti condividiamo, nessuno è mai sfuggito ad essa. Questo perché è come dovrebbe essere: la Morte è la migliore invenzione della Vita. E’ l’agente di cambio della Vita: fa piazza pulita del vecchio per aprire la strada al nuovo. Ora come ora ‘il nuovo’ siete voi, ma un giorno non troppo lontano da oggi, gradualmente diventerete ‘il vecchio’e sarete messi da parte. Mi dispiace essere così drammatico, ma è pressappoco la verità.
Il vostro tempo è limitato, perciò non sprecatelo vivendo la vita di qualcun’altro. Non rimanete intrappolati nei dogmi, che vi porteranno a vivere secondo il pensiero di altre persone. Non lasciate che il rumore delle opinioni altrui zittisca la vostra voce interiore. E, ancora più importante, abbiate il coraggio di seguire il vostro cuore e la vostra intuizione: loro vi guideranno in qualche modo nel conoscere cosa veramente vorrete diventare. Tutto il resto è secondario.
Quando ero giovane, c’era una pubblicazione splendida che si chiamava The whole Earth catalog, che è stata una delle bibbie della mia generazione. Fu creata da Steward Brand, non molto distante da qui, a Menlo Park, e costui apportò ad essa il suo senso poetico della vita. Era la fine degli anni Sessanta, prima dei personal computer, ed era fatto tutto con le macchine da scrivere, le forbici e le fotocamere polaroid: era una specie di Google formato volume, trentacinque anni prima che Google venisse fuori. Era idealista, e pieno di concetti chiari e nozioni speciali.
Steward e il suo team pubblicarono diversi numeri di The whole Earth catalog, e quando concluse il suo tempo, fecero uscire il numero finale. Era la metà degli anni Settanta e io avevo pressappoco la vostra età. Nella quarta di copertina del numero finale c’era una fotografia di una strada di campagna nel primo mattino, del tipo che potete trovare facendo autostop se siete dei tipi così avventurosi. Sotto, le seguenti parole: “Siate affamati. Siate folli”. Era il loro addio, e ho sperato sempre questo per me. Ora, nel giorno della vostra laurea, pronti nel cominciare una nuova avventura, auguro questo a voi.
Siate affamati! Siate folli!”

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Perchè Sanremo é(ra) Sanremo!

sanremo21 Perchè Sanremo é(ra) Sanremo!

Ed anche quest’anno, come “tradizione” da ormai 60 anni, ha avuto inizio la manifestazione canora più nazional popolare della nostra penisola: il Festival di Sanremo.

Se a presentare la prima edizione fu il conduttore radiofonico e televisivo Nunzio Filogamo “in solitaria”, la 61° edizione invece ha visto ben 5 protagonisti sul palco dell’Ariston: il “capo squadra” Gianni Morandi un po’ ingessato e il suo seguito, non meno emozionato, composto dall’ indissolubile coppia di Luca Bizzarri e Paolo Kessisoglu e dalla bellezza delle pseudo amiche Belen Rodriguez ed Elisabetta Canalis (la Canalis non ha perso tempo cercando di “metter fuori uso” già nella prima serata la Rodriguez calpestandole la coda del vestito rischiando di farla cadere…chapeau a Belen ed al suo equilibrio!).

Comunque, tralasciando i pettegolezzi impregnati di scoop e cattiveri, che a noi piacciono tanto, passiamo a quella che dovrebbe (e sottolineo dovrebbe) essere la protagonista indiscussa del festival: la musica.

Sono lontani i tempi della canzone più o meno impegnata, ma comunque ponderata, gradevole e comunicativa.

Gli artisti del nostro San Remo sono divisi fra strazianti dichiarazioni e sofferenze amorose e canti semi-parlati tipici della tradizione cantautoriale. La prima categoria vanta componenti come, il duetto smielato di Luca Barbarossa e la spagnola Raquel del Rosario con la loro ballata “Fino in fondo”, a seguire troviamo “Arriverà” dei Modà con Emma Marrone, in un arrangiamento moderno ma pur sempre melodico. Non possiamo non menzionare poi Anna Tatangelo, disperata a causa di un “Bastardo”, e il suo nuovo look lesbo-punk che rimanda molto alla Anna Oxa di una volta: forse questa scelta non le ha portato molta fortuna dato che entrambe sono state le prime eliminate della serata…ma sappiamo che non è stato certo il look a condannarla quanto piuttosto la solita banalità del testo del suo compagno sebbene abbia compiuto lo sforzo di camuffarla con un arrangiamento quasi rock.

1sanremo Perchè Sanremo é(ra) Sanremo!

E come non soffermarsi sulle due dive: Anna Oxa e Patty Pravo. In quanto a stile non hanno avuto rivali. La prima, quasi in versione emo e apparentemente trasandata si è presentata con il pezzo “La mia anima d’uomo”, canzone interessante ma di difficile ascolto. La seconda nei panni di Nonna Papera non si è allontanata dai suoi canoni con “Il vento e le rose”, perfettamente nelle sue corde. Insomma, qui vale la legge del “non importa se se ne parli bene o male, l’importante è che se ne parli”!

2sanremo Perchè Sanremo é(ra) Sanremo!

Di brani gradevoli e apprezzabili ce ne sono comunque. Natahalie con la sua “Vivo sospesa”, che fugge un po’ dai soliti canoni della canzone strofa-ritornello-strofa, Giusy Ferreri con “Il mare immenso” dove si alterna il recitato al cantato, l’ “Alieno” di Luca Madonia e Franco Battiato nel ruolo di “comparsa”, e poi I La Crus con la presenza quasi spettrale del soprano Susanna Rigacci nella loro “Io confesso”.

3sanremo1 Perchè Sanremo é(ra) Sanremo!

Da considerarsi un po’ fuori dal coro sono Roberto con “Chiamami ancora amore”, un buon brano di impegno sull’onda della tradizione cantautoriale italiana assente da un po’ nella città dei fiori.  Poi è la volta Davide Van De Sfroos, cantautore comasco che canta in dialetto laghée un brano travolgente nella sua simpatia e musicalità folk, “Yanez”. Particolare e “furbetto” il pezzo di Tricarico,  “Tre colori”, con cui sottolinea il tema dell’unità proprio nell’anno del suo 150° anniversario.

4sanremo Perchè Sanremo é(ra) Sanremo!

Infine ci sono i 2 “tradizionalisti”: Max Pezzali e Al Bano. Guai a creare un pezzo che vada al di là della solita melodia e della solita impostazione vocale! Però se da un lato “Il mio secondo tempo” di Pezzali risulta orecchiabile, Al Bano come cavallo di battaglia porta “Amanda è libera”; al suo solito stile ci aggiunge il tema del sociale con un arrangiamento che vuole sembrare quasi moderno…risultato: pessimo. Ma il popolo sovrano della giuria ha votato: Al Bano rimane in gara.

The show must go on!

5sanremo Perchè Sanremo é(ra) Sanremo!

Monica.

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CHEAP MONDAY…il jeans trendy e democratico

Forse vi erano sfuggiti, ma se non l’avete fatto ancora andate a curiosare in una delle sezioni più trendy dello showroom di LETMEOUTLET!

JEANS SKINNY CHEAP 152x300 CHEAP MONDAY...il jeans trendy e democratico

… Di cosa parlo? Ma della vetrina dei  jeans  CHEAP MONDAY!

E’ un Marchio Svedese,  nato nel  2000 e creato da quattro amici.

Il  logo dei  CHEAP MONDAY è un simpaticissimo teschio che ammicca sorridente sulla parte posteriore del jeans, all’altezza della vita.

Sono i re dello skinny jeans, ovvero , del denim che avvolge e fascia come una seconda pelle.

Sono  l’IKEA del denim proprio perché la filosofia del brand è quella dell’ottimo rapporto qualità prezzo, senza poi parlare del fatto che cadono decisamente a pennello! Hanno infatti un’ eccellente vestibilità , insomma… costano poco e nascondono i difetti…

è il jeans trendy e democratico!!!LOGO CHEAP MONDAY 300x171 CHEAP MONDAY...il jeans trendy e democratico

Venite in negozio a curiosare tra i modelli invernali perché saranno disponibili ancora per poco,

infatti a breve arriverà la collezione primaverile, che oltre ai pregi già elencati porterà con se una scia di colore…

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