Ci siamo!!!Ci separa dall’attesissimo evento italiano dedicato al design. Dal 12 al 17 Aprile Fiera Rho apre le porte alla 50esima edizione del salone internazionale del mobile
Al grido di “50 Year Young” si apre questo 50esimo appuntamento che dichiara apertamente e ironicamente lo spirito giovane e vivace di questa edizione. 50 anni portati bene se dai 12.000 visitatori che li hanno visitati nel 1961 si è arrivati ai 297.460 del 2010 e se i 328 espositori iniziali distribuiti su 11.000 metri quadrati sono diventati negli ultimi anni oltre 2500 su più di 200.000 metri quadrati!
Accanto alle consuete manifestazioni fieristiche – il Salone Internazionale del Mobile, il Salone Internazionale del Complemento d’Arredo, le biennali Euroluce e SaloneUfficio e il Salone Satellite, cuore pulsante di tutto il Salone unitamente alla gremita ed effervescente Zona Tortona–la città di Milano coinvolgerà a 360° gli avventori, per offrire uno spazio di riflessione sul design, sul mondo dell’industria che lo ha reso possibile, sulla creatività e sulla cultura.
Fiera Milano – Rho, 12 – 17 Aprile orari 9:30 – 18:30 . Apertura al pubblico solo Domenica 17 Aprile.
Sulle tracce dell’ ultimo fenomeno Kawasaki Footwear, arriva, da lontano, un’altra scarpa. Un’altra scarpa in canvas,economica e con una lunga storia da raccontare.
Si chiamano Tian Lang e per cinquant’anni sono state le calzature più usate da minatori e contadini cinesi per via della robustezza e della comodità grazie alla suola che garantisce una maggior stabilità e l’intersuola dal design derivante dal mondo dell’atletica e delle competizioni che offre confort e supporto per l’arco del piede. Originariamente venivano prodotte in uno stabilimento a poca distanza dal famoso tempio Shaolin ed ora, grazie ad una partnership con la Ospop, acronimo inglese scelto dalla societa ‘che commercializzerà’ le vecchie Tian Lang che sta per “One small point of pride”,un piccolo motivo d’orgoglio, sono sbarcate da poco anche in occidente.
Arrivano dalla Cina. Ma non sono il solito prodotto ‘Made in China’, inteso come una copia di un brand, oppure merce low-cost, o semplicemente una produzione appaltata agli economici operai cinesi da una multinazionale europea o americana.
Questa è la scarpa cinese che nasce ancor prima del ‘made in china’. Una scarpa mitica, che sin dai tempi della Lunga Marcia, ha lasciato le sue impronte su strade e campi delle numerose province cinesi e ora, a quanto pare, è pronte a lasciarle nel resto del mondo. Indistruttibili per milioni di lavoratori, queste scarpe sono un elemento essenziale dell’equipaggiamento da lavoro in Cina. Le All Star cinesi sono già entrate nella top list dei collezionisti di sneakers, per il logo che si rifà all ’ideogramma cinese e significa “lavoro”, ma soprattutto per la loro storia.
Le scarpe usate da tutti i lavoratori cinesi, che spiega il motivo della vendita di 200 milioni di paia in un anno, solo in Cina, sono state trasformate oggi in sneaker modaiole a tutto titolo. Diventate accessori di culto negli Usa, in Italia saranno destinate a diventare accessori di moda work-style, vendute esclusivamente in negozi di ricerca che desiderano proporre alla propria clientela oggetti che esulano dalla moda di massa.
Marchio giovane e in continua crescita, YIN nasce con le idee ben chiare. Soddisfare una donna moderna, determinata e impegnata ma allo stesso tempo sensibile e raffinata. Una donna che vive con entusiasmo, intensità ed emozione la propria vita e la propria femminilità. YIN è da considerarsi come un brand di ricerca: ricerca dei materiali migliori, della struttura particolare, dei dettagli che fanno la differenza. Per ottenere il massimo risultato e un prodotto eccellente in un perfetto connubio tra creatività e artigianalità, stile e tendenza, qualità e comodità esclusivamente Made in Italy.
Uno stile sofisticato e di tendenza, che si spoglia delle linee classiche, si libera dai temi troppo impegnativi per evolversi in un concept che si può definire….sport-chic: non troppo elegante, non troppo casual, mai banale, sempre femminile.
Frutto della collaborazione tra uno staff dinamico e stilisti di grande esperienza, YIN ha riscosso sin da subito un successo internazionale ed è oggi presente nelle vetrine di tutto il mondo: in Italia ma anche nei principali Paesi Europei, come Francia, Belgio e Germania, fino a Stati Uniti, Giappone e Australia.
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Melissa Auf der Maur (Montreal, 1972), figlia di un famoso politico e giornalista e di una drammaturga, è tra le musiciste alternative rock più talentuose e affascinanti.
Decisa e femminile, come il suono e i testi che lasciano scorrere una sensualità forte e consapevole, sostenuta da una voce calda.
Bassista con le Hole e con gli Smashing Pumpkins, dal 2003 lavora come solista con due album pubblicati: Auf Der Maur (2004) e Out of our Minds (2010).
Fotografa, disegnatrice di fumetti e testimonial per Calvin Klein, il 17 maggio suonerà a Roma al Circolo degli Artisti, in un concerto acustico solo voce, basso, chitarra, synth, tastiere e con allestimenti video curati da lei.
Bianca_neve e Cenerentola hanno già i biglietti per la prima fila, si godranno il concerto in tacco 9 …
E’ Chrissie Morris la shoe designer del momento! Nata a Nottingham, si è fatta strada nel mondo della moda a partire dal 2008 vincendo uno dei premi più ambiti dai talenti emergenti Who is on Next, concorso indetto da Vogue Italia e creando l’omonimo brand.
Qualità, artigianalità, comodità ed originalità: ecco i capisaldi su cui si basano le sue creazioni. Queste scarpe-scultura dalle forme architettoniche, dalle linee pulite, fatte in pellami pregiati,cuoio e materiali preziosi, giocate su sovrapposizioni di colori e di stili, che giacciono su altissimi tacchi, sono state definite dalla stampa dei veri “gioielli per i piedi”.
Le scarpe di Chrissie Morris sono delle vere e proprie sculture in miniatura. Le sue collezioni sono davvero lussuose, finalizzate alla moderna Athena: donna impavida, donna indipendente disposta a prendere una posizione dalla terra in su.
Morris dice: “Cerco la perfezione nell’ imperfezione.Come donna ho passato molto tempo a trovare il modo di adulare il piede femminile, per attirare l’attenzione delle parti che meritano di essere guardate,ho pensato al legame con la donna che indossa le mie scarpe “.
In vendita su Letmeoutlet.com, a partire dal 17 marzo 2011, con sconti del 70%…vendita a tempo, riservata solo agli iscritti al club
La lingerie ci ha accompagnate lungo l’intero percorso della nostra emancipazione, spostando negli anni il limite della costrizione verso la libertà.
La parola stessa è usata solo per noi, per le cose che amiamo indossare tra la pelle e i vestiti e che, a torto, sono considerate “solo” un’arma di seduzione destinata agli uomini.
La scelta non è mai casuale e dice molto della personalità di quella donna. La indossiamo più per noi che per il nostro uomo, per riconoscerci davanti allo specchio e per giocare quando ne abbiamo voglia, per immaginare magari lo stesso desiderio che speriamo di suscitare.
Ciò che scegliamo è sempre legato a quello che noi pensiamo di noi stesse, alla consapevolezza del nostro fascino: anticamera indispensabile per la seduzione, il condurre a sé.
Una donna che sceglie con cura cosa indossare sotto i vestiti, sa di compiere una scelta che riguarda solo lei e – quando c’è – l’uomo che ama.
La guepiere, il vitino di vespa a cui si ispirò Rochas negli anni ’40, ci ha concesso la seduzione e la libertà, lasciando solo a noi il margine del gioco, senza la costrizione dei corsetti.
Sottolinea ciò che siamo, senza costringere.
Sappiamo bene che difficilmente il nostro uomo ricorda il colore, la consistenza del tessuto, se è semplice cotone o preziosa seta. L’unica cosa che attira la sua attenzione – oltre a noi, si spera – è la difficoltà di sfilarla, slacciarla, farla scivolare via.
Del resto anche noi è li che volevamo arrivare, consapevoli del desiderio che si intendeva suscitare.
Eccolo….Il trio siciliano composto da Giovanni Gulino (voce), Carmelo Pipitone (chitarra e voce), Ivan Paolini (batteria), insieme a Paolo Pischedda alle tastiere e Mattia Boschi al violoncello ha praticamente ultimato il prossimo lavoro discografico, “Carne con gli occhi” la cui uscita è prevista per il 22 marzo.
Il nuovo disco è stato prodotto da un artista con la A maiuscola….Tommaso Colliva, che i più conosceranno come fulcro dei Calibro 35. Ma Colliva è anche sound engineer dei Muse e produttore degli Afterhours. Insomma un produttore davvero niente male, per quello che si preannuncia essere un album che farà il botto!!
Intanto vi lasciamo con una ripresa di un’improvvisazione acustica del backastage…
Un classico della tradizione carnevalesca: “la cicerchiata”. Un dolce molto diffuso nel centro italia, io vi propongo una versione della mia terra: le marche, è la ricetta che da sempre si fa in casa a carnevale, un dolce che non è solo un dolce, ma il ricordo dell’infanzia, che mi riporta indietro nel passato a quando non c’erano tante cose e che quindi possiede un valore intrinseco che va oltre il proprio valore oggettivo. La ricetta è semplice, come del resto, quasi tutte le ricette di una volta, la creatività unica, forse ispirata dalla primavera, oggi in particolare, festa della donna, non posso non rileggere assonanze con dei fiori di mimosa.
Ingredienti:
400 gr di farina 00 3 uova grandi intere 1/2 bicchiere d’olio d’oliva 2 bicchierini di mistrà (distillato d’anice, o similare) la buccia di 1 limone grattugiata un pizzico di sale
Per caramellare:
500 gr di miele 100 gr di mandorle tostate
qualche ciliegia candita
Setacciate la farina sulla spianatoia, fate la fontana e versatevi le uova sbattute, la scorza grattugiata del limone, l’olio, mescolate gli ingredienti, incorporate una piccola quantità di farina, e poi aggiungete il liquore. Amalgamate ancora fino a far assorbire tutta la farina tanto da ottenere un’impasto di media consistenza. Staccate un pezzo di pasta e lavoratela sulla spianatoia infarinata, formate dei piccoli filoncini dello spessore del diametro di 1/2 centimetro circa, tagliateli come degli gnocchetti ad intervalli di circa 1/2 centimetro, disponeteli sulla spianatoia infarinata, proseguite fino a che tutto l’impasto sarà esaurito. Scaldate dell’abbondante olio di semi, oppure dello strutto, un tempo questo veniva usato, friggete gli gnocchetti per qualche minuto, facendo attenzione a non dorarli troppo, la cottura eccessiva comprometterebbe la friabilità, scolateli e metteteli ad asciugare su della carta assorbente. Friggete a più riprese. Ultimata la frittura, scaldate a parte, il miele, una volta sciolto, versatevi i fritti e le mandorle, mescolare dolcemente, disponete su di un piatto da portata dando la forma che più si desidera, guarnite con delle ciliegie candite.
Si parte sempre da un piccolo dettaglio… quando una scarpa fa capolino da sotto il letto o un pezzetto di stoffa spunta fuori da un cassetto … si immagina la parte mancante,
si immagina la persona che possiede quell’ oggetto…
Mi piace guardare le cose da un punto di vista diverso.
Non capita spesso, ma a volte sono proprio loro, le stesse, banali, solite cose che ci “adescano”, costringendoci a guardarle diversamente proprio come fosse la prima volta.
E’ capitato anche a me giorni fa,
l’anta socchiusa dell’armadio lasciava intravedere il lembo di una gonna…
sono “entrata” ed è stato come ritornare bambina.
A chi non è capitato di nascondersi nell’armadio della nonna, il buio, il silenzio…
immersione onirica in un mondo intimo, un universo sconosciuto che agli occhi di bambina appare come un posto da favola, mondo misterioso tutto da scoprire capace di trasformarci, solo chiudendo gli occhi ,in principesse…
i tessuti profumati sfiorano la pelle, l’avvolgente silenzio ovattato… la sensazione di protezione mescolata alla ingenua trasgressione della scoperta di angoli segreti…
Gli armadi ….. posti speciali, luoghi impervi, misteriosi, dove la confusione spesso e’ sovrana ed e’ facile perdersi…
Proprio come il corpo femminile,
le donne sono come fiocchi di neve, non ne esiste una uguale all’altra…così i loro armadi.
Ogni armadio racconta la storia “della sua donna”,
è un viaggio che svela mondi intimi, dalla “divisa quotidiana” , nostra anima “pubblica”, all’ abito da “sexy-sirena”magari mai indossato , incontrato per caso in una sera un po’ speciale e guardandoci dalla vetrina ci ha convinto con belle promesse
a volte potrebbe venir fuori dall’angolo piu’ profondo e irraggiungibile un “pezzetto di noi” gelosamente custodito…un biglietto, un indumento messo in un’occasione speciale e mai più “lavato e indossato”, un ricordo prezioso…la scarpetta di cenerentola, quella di cristallo scampata alla rottura!
…per un uomo sbirciare nell’armadio della propria donna potrebbe essere proprio un bel “viaggio”….
… una maglietta, una gonna appesa, una pila di camicie , quelle che amiamo, quelle che trascuriamo o che ci imbarazza mostrare perchè potrebbero lasciar trapelare l’altro lato della luna…
L’armadio contiene gli specchi della nostra personalità, gli strumenti che usiamo tutti i giorni per comunicare ciò che siamo, i simboli che ci rappresentano.
Insomma, consapevoli o no, fashion victims o trasandate, contestatrici o conformiste , quello che indossiamo dà forma a quello che siamo e sentiamo in quel momento.
Gli armadi delle donne sono posti speciali, parlano di sogni, di desideri, della vita…